Curare le patologie della colonna vertebrale: i benefici delle infiltrazioni
11 Gennaio 2018

Le patologie della colonna vertebrale, che siano del distretto cervicale, toracico o lombosacrale, nella maggior parte dei casi (circa il 60%) sono dovute a problemi della componente discale, cioè il disco intervertebrale.

Per affrontare queste problematiche, vogliamo parlarvi di una delle terapie da cui trarre maggior giovamento a livello fisico: la terapia delle infiltrazioni.

Aggiunta alla lista degli approcci terapeutici, grazie alla somministrazione diretta dei farmaci in prossimità della colonna vertebrale, la terapia permette una maggiore efficacia, nonostante il procedimento risulti più invasivo.

Attualmente si differenziano due tipologie infiltrative, divise in base alla sostanza che viene iniettata ed alla tecnica infiltrativa: quelle con l’utilizzo di farmaci stereoidei, conosciute come infiltrazioni epidurali e quelle in cui si utilizza l’ossigeno–ozono (a varie concentrazioni), definita ozonoterapia.

Infiltrazioni epidurali con utilizzo di farmaci stereoidei

Con l’infiltrazione peridurale selettiva è possibile somministrare farmaci analgesici, anestetici e antinfiammatori a ridosso delle radici infiammate, agendo localmente. L’infiltrazione peridurale trova indicazione nelle patologie acute e croniche della colonna vertebrale quali ernie discali, nevralgia posterpetica ed anche in alcuni casi di lombagia. Il rischio nella scelta della terapia seppur minimo c’è, ed è legato alla vicinanza delle strutture nervose alla sede di iniezione dei farmaci. Questa tipologia di terapia permette di evitare l’intervento macrochirurgico nelle patologie da ernie discali ed è fondamentale per la nevralgia posterpetica.

Infiltrazioni delle faccette articolari con farmaci steroidei

Con questo tipo di infiltrazione è possibile somministrare farmaci steroidei o anenstetici in prossimità delle faccette articolari, con lo scopo di togliere l’infiammazione o di anestetizzare la capsula articolare il cui “malfunzionamento” è la causa della lombalgia. La somministrazione del farmaco è indirizzata alla terminazione dolorosa delle faccette articolare, il nervo di Luschka. L’efficacia di solito è temporanea, si utilizza in attesa di iniziare una fase riabilitativa, o è propedeutica alla tecnica di elettrocoagulazione del nervo di Luscka.

Infiltrazioni di Ossigeno – Ozono con tecnica laminoforaminale

La tecnica infiltrativa in questo caso è più efficace quanto più ci si avvicina all’ernia ed in base a ciò si è elaborato una tecnica chiamata Lamino – Foraminale, perché con essa si tocca la lamina sopra la massa articolare raggiungendo appena dopo il forame di coniugazione. A tal riguardo è molto importante stabilire esattamente il punto di infiltrazione che è nel terzo inferiore del processo spinoso della vertebra soprastante il disco erniato ed a 2,5 – 3 cm dalla linea mediana. Con questa tecnica si agisce direttamente sul nervo compresso e sulla componente erniata, permettendo all’ozono di avere le proprie azioni direttamente sulle componenti coinvolte. L’ozono ha infatti un’azione come potente antiinfiammatorio, come aumento della vascolarizzazione perineumerale, e con la ripetizione delle infiltrazioni, anche come azione destruente nei confronti dell’ernia, senza presentare alcun tipo di effetto collaterale.Questa tecnica infiltrativa rappresenta attualmente la miglior possibilità infiltrativa a nostra disposizione, riuscendo a ridurre ulteriormente il numero di intervento chirurgici.

Infiltrazioni intramuscolari con farmaci stereoidei e con Ossigeno-Ozono

Sono infiltrazioni intramuscolari, dall’efficacia non paragonabile alle tecniche sopra descritte. I farmaci vengono somministrati a pochi centimetri di profondità, a livello intramuscolare, ma non sono mirate nelle zone vertebrali causa del dolore.