Coxartrosi: come curarla
03 Maggio 2018

Tra le patologie dell’articolazione dell’anca occorre sicuramente focalizzarsi sulla coxartrosi.

La malattia cronica, consuma poco a poco lo strato di cartilagine che riveste la testa del femore e la cavità dell’anca in cui si articola.

 

Spesso caratteristica dell’età avanzata, può essere di tipo primario, dove non è possibile stabilirne la causa o secondaria cioè conseguente ad altre patologie, disturbi o traumi.

A determinarne l’insorgenza familiarità, sovrappeso o un’attività lavorativa o sportiva svolta intensamente per periodi prolungati.

Forme secondarie di artrosi possono colpire pazienti più giovani attraverso traumi o danni locali che danneggiano in modo irreversibile l’articolazione.

Può aggiungersi poi la malformazione congenita dell’articolazione stessa, presente fin dalla nascita come nel caso della displasia congenita dell’anca.

Per la cura della coxartrosi, possono essere utili le infiltrazioni, iniezioni intra-articolari con sistema eco guidato di agenti condroprotettori come l’acido ialuronico, che rallentano la distruzione della cartilagine e la progressione della malattia.

Di fronte ad un’artrosi dell’anca in fase avanzata, il trattamento più efficace è quello chirurgico, dove viene previsto l’impianto di una protesi a sostituzione della naturale articolazione malata, con miglioramenti immediati ed eliminazione del dolore.

Con l’assistenza di un fisioterapista vengono svolti esercizi specifici per rafforzare i muscoli, mantenere la mobilità dell’anca, rallentare il processo artrosico e in caso di intervento favorire un più rapido recupero.

Quando si presentano i primi sintomi è importante consultare lo specialista ortopedico o fisiatra, non effettuare attività che possano aumentare il carico sull’articolazione o movimenti che provocano l’aumento del dolore, evitando così la progressione della malattia.

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