Parliamo di... Ecografia addominale
03 Maggio 2019

Un esame semplice ma ricco di informazioni: l’ecografia addominale.

Ce ne parla Elisabetta Castagnetti, medico specialista che opera nel nostro poliambulatorio.

L’esame ecografico, per analizzare la parte designata, utilizza una particolare tipologia di suoni, ovvero gli ultrasuoni che non possono essere percepiti in alcun modo dall’orecchio umano.

Gli apparecchi utilizzati sono dotati di una sonda che emette ultrasuoni che attraversano i vari tessuti e orfani del corpo generando fasci riflessi. In più, sono dotati da sistemi Doppler che studiano il flusso del sangue nei vasi arteriosi o venosi che permettono di effettuare biopsie e trattamenti locali in modo meno invasivo rispetto ad altri metodi diagnostici.

Per eseguire l’esame in modo corretto è indispensabile effettuare una preparazione semplice, ovvero stare a digiuno da almeno 7 ore e nei tre giorni precedenti vanno limitati cibi che possono creare meteorismo perché la presenza di aria rappresenta una barriera per gli ultrasuoni e una conseguente mancata visualizzazione degli organi situati nella parte posteriore del addorme, come il pancreas. Inoltre, se si deve eseguire un’ecografia dell’addome completo o dell’addome inferiore è indispensabile presentarsi con la vescica piena, assumendo molta acqua nelle ore precedenti così che si possa studiare in modo approfondito la vescica che altrimenti non sarebbe valutabile.

A questo punto è opportuno approfondire in che modo questo metodo diagnostico si possa applicare a diverse aree del proprio corpo:

  • Fegato: tramite l’ecografia si è in grado di valutare le dimensioni e la struttura potendo capire se il fegato è sano o con malattie, come cirrosi, epatite o steatosi epatica. Si possono anche evidenziare lesioni benigne o maligne che devono essere riconosciute per la tranquillità dei pazienti. Nel caso venga diagnosticato qualcosa è importante eseguire un controllo ecografico periodico per poter individuare eventuali sviluppi delle lesioni maligne.
  • Colecisti e vie biliari: l’ecografia è diventata importantissima nella ricerca di calcoli della cistifellea in quanto ha sostituito tecniche molto più invasive e dannose per il copro, come la colecistografia che richiede l’assunzione di mezzi di contrasto e l’esposizione a radiazioni.
  • Pancreas: è un organo veramente complicato da indagare a causa della sua posizione profonda esattamente dietro lo stomaco. Nonostante l’ecografia permetta di controllare la struttura di questa parte del corpo spesso è necessario eseguire altre indagini.
  • Milza: l’ecografia è indicata anche per l valutazione di ingrossamenti, cisti, ascessi, tumori ed è importantissima anche in caso di traumi addominali per evidenziare un’eventuale rottura.

Si può, dunque, affermare che questo metodo diagnostico è stato una grande scoperta in termini di pericolo e invasività per il paziente, in quanto non utilizza radiazioni e sostanze di contrasto.